Martedì 27 agosto 2013
Finalmente sono tornati!!! Dopo 2 anni rivedo i SOAD a Rho ... e chissenefrega se non ci sono canzoni nuove: le vecchie bastano e avanzano (per ora).
Prima di loro i Lacuna Coil (non arrivo in tempo) e i Deftones (fantastici).
Lo spettacolo dei SOAD è sempre il solito: rapido (pure troppo, circa 90 minuti) ma counvolgente e senza freni. Loro sono in grandissima forma, amalgamati come non mai, per cui credo sia giunto il momento di tentare la via di un nuovo album insieme. Altirmenti ognuno per la sua strada. Dal vivo si nota chiaramente che Serj Tankian è sempre più leader: saprà chiudere i dissidi degli ultimi mesi e guidare la band verso un nuovo capolavoro? Vedremo, intanto me li sono goduti alla grande!!!
lunedì, settembre 23, 2013
Vacanze estate 2013 (parte 2)
Lunedì 5 agosto 2013
Partiamo col parlare di Margherita di Savoia: cittadina sul mare, si estende lungo alcune strade lunghe e parallele tra loro, da nord a sud, raccordate da vicoli stretti e spesso non transitabili da auto. Lungo le strade principali si può parcheggiare a pagamento mentre esistono grandi parcheggi, sempre a pagamento, in periferia o vicino al comune. Il lungomare chiuso ai veicoli non è lunghissimo e costeggia gli stabilimenti balneari, alternando varie pizzerie e locali. Nella parte meridionale ci sono vari stabilimenti con parcheggio che di notte si trasformano il club e discoteche. La cittadina non è pulitissima, nonostante la discreta diffusione di cassonetti per la raccolta differenziata e gli interventi di pulizia delle strade che ogni mattina cercano di lavare e buttare i chili di rifiuti lasciati in giro dai turisti. I vicoletti stretti, non turistici, rimangono spesso sporchi. Non ci vuole un occhio ben allenato per notare differenze abissali rispetto ad altre località (mi viene in mente Lignano Sabbiadoro dove sono stato lo scorso anno) ma devo dire che rispetto a due anni fa ho riscontrato dei miglioramenti. Ovviamente molto sta all’educazione del turista che deve imparare ad usare i cestini per i propri rifiuti, a non lasciare sporcizia nella spiaggia libera e via dicendo, ma anche agli abitanti che devono imparare a pulire la cacca dei cani sul marciapiede e così via.
Si riparte in direzione Margherita di Savoia, arrivando
senza problemi (zero traffico) verso le 14.
Nel paese delle saline sono in corso i preparativi per la festa patronale del giorno dopo. Da qui in poi, salvo giornate particolari, i ritmi sono scanditi dalla tipica routine: mare al mattino, pranzo, riposino, mare al pomeriggio, cena, giretto serale.
Nel paese delle saline sono in corso i preparativi per la festa patronale del giorno dopo. Da qui in poi, salvo giornate particolari, i ritmi sono scanditi dalla tipica routine: mare al mattino, pranzo, riposino, mare al pomeriggio, cena, giretto serale.
Martedì 6 agosto 2013
Da oggi iniziano le vacanze vere e proprie.Partiamo col parlare di Margherita di Savoia: cittadina sul mare, si estende lungo alcune strade lunghe e parallele tra loro, da nord a sud, raccordate da vicoli stretti e spesso non transitabili da auto. Lungo le strade principali si può parcheggiare a pagamento mentre esistono grandi parcheggi, sempre a pagamento, in periferia o vicino al comune. Il lungomare chiuso ai veicoli non è lunghissimo e costeggia gli stabilimenti balneari, alternando varie pizzerie e locali. Nella parte meridionale ci sono vari stabilimenti con parcheggio che di notte si trasformano il club e discoteche. La cittadina non è pulitissima, nonostante la discreta diffusione di cassonetti per la raccolta differenziata e gli interventi di pulizia delle strade che ogni mattina cercano di lavare e buttare i chili di rifiuti lasciati in giro dai turisti. I vicoletti stretti, non turistici, rimangono spesso sporchi. Non ci vuole un occhio ben allenato per notare differenze abissali rispetto ad altre località (mi viene in mente Lignano Sabbiadoro dove sono stato lo scorso anno) ma devo dire che rispetto a due anni fa ho riscontrato dei miglioramenti. Ovviamente molto sta all’educazione del turista che deve imparare ad usare i cestini per i propri rifiuti, a non lasciare sporcizia nella spiaggia libera e via dicendo, ma anche agli abitanti che devono imparare a pulire la cacca dei cani sul marciapiede e così via.
Gli stabilimenti balneari sono impeccabili: puliti,
ordinati, sembra di stare in romagna (famosa per l’organizzazione ma non per il
mare, che qui è indubbiamente migliore anche se non eccezionale). Al mattino il
mare è liscio e tranquillo ma nel fondale ci sono un po’ di erbacce, piante
varie e anche qualche residuo di spazzatura. Al pomeriggio, complice il vento
forte, il mare si agita e diventa abbastanza sporco, tanto da dissuadere spesso
dal fare il bagno.
Il giorno della festa patronale è il 6 agosto: celebrazioni
religiose che culminano con una processione, bancarelle, giostre e fuori
d’artificio: insomma, un classico. Devo dire che la processione, che ho
incrociato, era veramente scarna: poca gente al seguito, autorità impeccabili
ed impettite (nonostante il caldo afoso), banda musicale schierata, anche se
molti chiacchieravano tra loro, mostrando poco interesse per il significato
profondo dell’evento (una della banda parlava pure al cellulare), a
dimostrazione che l’apparenza di non mancare spesso conta più della sostanza di
fare qualcosa a cui si crede veramente.
Vacanze estate 2013 (parte 1)
Domenica 4 agosto 2013
La partenza è prevista per metà mattinata, direzione Osimo
(zona scelta perché circa a metà strada tra la località di partenza e quella di
arrivo, Margherita di Savoia). Viaggio tranquillo, sosta pranzo all’autogrill
poco prima del raccordo a Bologna (autogrill nuovo, con negozi e piccolo
supermercato) ed arrivo ad Osimo. Per l’occasione abbiamo scelto un b&b
chiamato Doremì che trova fuori Osimo, in località Passatempo, in cima ad una
collina.
Tralascio il giudizio del b&b all’apposito link su
tripadvisor, mi limito a dire che è stato eccezionale.
La sera andiamo a cena all’Osteria Mattarello a
Castelfidardo, fidandoci di tripadvisor (i voti 4 e 5 fioccano nelle
recensioni). Anche questa scelta è stata grandiosa, come si può leggere nella
recensione che abbiamo fatto (link di tripadvisor).
Santuario di Re Tempio
Sabato 29 giugno 2013
La meta di oggi è il Santuario di Re Tempio, partendo da Pontboset, in Val D'Aosta. Lasciata la macchina lungo la stretta strada prima dell'inizio del sentiero (ci sono un paio di rientranze adatte), vicino ad un ponte romano, si inizia a camminare lungo una stradina che costeggia una strada diretta alla frazione dove c'è il ristorante scelto per pranzo. Da lì un sentiero facile e ben segnato ci porta al Santuario, passando in mezzo a boschi. Percorso semplice, non molto lungo e con poche criticità (in qualche punto bisogna stare attenti ai sassi su lastroni di pietra).
Buono per un inizio di stagione, per allenare gambe e fiato.
La meta di oggi è il Santuario di Re Tempio, partendo da Pontboset, in Val D'Aosta. Lasciata la macchina lungo la stretta strada prima dell'inizio del sentiero (ci sono un paio di rientranze adatte), vicino ad un ponte romano, si inizia a camminare lungo una stradina che costeggia una strada diretta alla frazione dove c'è il ristorante scelto per pranzo. Da lì un sentiero facile e ben segnato ci porta al Santuario, passando in mezzo a boschi. Percorso semplice, non molto lungo e con poche criticità (in qualche punto bisogna stare attenti ai sassi su lastroni di pietra).
Buono per un inizio di stagione, per allenare gambe e fiato.
Alpe del Vicerè e Bolettone
Domenica 16 Giugno 2013
Il meteo non è fantastico ma ho qualche ora libera, per cui decido di fare una breve passeggiata dall'Alpe del Vicerè al Bolettone, passando per la Capanna Mara.
Partenza da casa poco dopo le 6, in modo da essere già in cammino per le 7:30.
Purtroppo le nubi non mi hanno permesso di fare foto decenti. La camminata in ogni caso è di una semplicità disarmante, adatta veramente a tutti
Il meteo non è fantastico ma ho qualche ora libera, per cui decido di fare una breve passeggiata dall'Alpe del Vicerè al Bolettone, passando per la Capanna Mara.
Partenza da casa poco dopo le 6, in modo da essere già in cammino per le 7:30.
Purtroppo le nubi non mi hanno permesso di fare foto decenti. La camminata in ogni caso è di una semplicità disarmante, adatta veramente a tutti
lunedì, maggio 27, 2013
Pranzo ad un Grotto Ticinese e passeggiata tranquilla
Senza preavviso e in maniera abbastanza inaspettata
decidiamo di andare a mangiare la polenta in un tipico grotto ticinese, dopo
aver letto alcune recensioni positive su tripadvisor e qualche
suggerimento in una guida dello slow food.

La destinazione è quindi Meride (link http://it.wikipedia.org/wiki/Meride),
frazione di Mendrisio alle pendici del Monte San Giorgio (patrimonio
dell’umanità dell’Unesco), per mangiare all’Antico Grotto Fossati.
Per raggiungere Meride la strada più semplice è uscire
dall’autostrada a Mendrisio e proseguire sulla superstrada Varese-Stabio,
uscendo alla prima uscita (Arzo). Proseguire per Arzo e poi seguire per Meride.
Superata la cava di marmo, poco prima di entrare in paese si svolta a destra in
una strada stretta (c’è l’indicazione per il ristorante) e si seguono i
cartelli: il ristorante si trova in una strada senza uscita.
Il posto è ovviamente molto rustico, accogliente, con pochi
tavoli. Poiché siamo arrivati tardi non abbiamo potuto mangiare risotto
(preparato al momento dell’ordinazione con tempo medio di attesa di 45 minuti,
come scritto sul menu) ma nessun problema, eravamo lì per la polenta. Abbiamo
mangiato una fantastica polenta col brasato. Qualità ottima, prezzi nella media
(accettano carte di credito).
Finito il pranzo abbiamo passeggiato lungo i sentieri
interno al paese (sentieri che portano nelle frazioni vicine o in un paio d’ore
sul Monte San Giorgio) per poi rientrare a casa passando per la dogana di
Stabio.
Ci tornerò di sicuro per salire sul Monte San Giorgio.

giovedì, maggio 23, 2013
Ristorante vegetariano e gita al lago
La meta principale di oggi è un ristorante un po’
particolare: terra libera (link http://www.terralibera.it/), molto particolare
perché vegetariano e vegano. Lo abbiamo scoperto tramite un coupon di groupon e
viste le ottime recensioni su tripadvisor abbiamo deciso di provarlo.
Il luogo in cui si trova era a noi sconosciuto: Azzio (link http://it.wikipedia.org/wiki/Azzio),
un paesino di 800 abitanti posto sul margine settentrionale del parco di campo
dei fiori, in provincia di Varese, a circa 6 km da Laveno. Il navigatore ci ha
fatti uscire dall’autostrada a Buguggiate e proseguendo lungo il lago di Varese
per Gavirate e poi Gemonio finchè si sale ad Azzio. Il ristorante si trova
all’inizio del paese, al margine del bosco, e ci si arriva tramite una strada
asfaltata ma strettissima (ci passa una macchina per volta).
Il luogo è molto suggestivo: immerso nel verde di boschi e
colline, in un silenzio irreale. Parcheggiamo l’auto nel piccolo parcheggio del
ristorante, facciamo una breve passeggiate e alle 13 iniziamo il pranzo.
Premessa doverosa: io non sono vegetariano e non me ne intendo di questo tipo
di cucina, in ogni caso la mia recensione del servizio e della qualità del cibo
è indubbiamente positiva. Resta il fatto che sono uscito con un certo languorino
(ma è colpa mia, non ho mangiato tutto visto alcune cose non le gradivo). Come
antipasto abbiamo mangiato dei formaggi col miele e una crema particolare di
lenticchie e zenzero. Come primo una zuppa e del riso con asparagi. Come
secondo uno spezzatino vegetale e delle torte salate di porri e cipolle. Come
dolce un budino con fragole. Nota positiva aggiuntiva: la birra che avevano era
la Menabrea anniversario, l’unica di questa marca ancora prodotta a Biella
(come una volta …). Per finire: caffè (ma si poteva scegliere la tisana).
Le previsione meteo erano catastrofiche ma in realtà il
cielo era percorso da nuvoloni spessi ma di passaggio, visto il forte vento che
spirava. Terminato il pranzo, visto che non pioveva, siamo andati a Laveno
(link http://it.wikipedia.org/wiki/Laveno-Mombello). Il posto è carino e in una
bella giornata di sole si possono fare molte cose: visitare i monumenti
presenti, godersi un gelato lungo lago, fare un giro in battello (dalla parte
opposta del lago c’è Verbania e si può anche scorgere Stresa e l’Isola Madre),
salire con la funivia a quasi 1000 metri. Purtroppo la giornata bruttina ci ha
fortemente limitati: gelato al coperto causa breve acquazzone e poi passeggiata
lungo lago, per poi rientrare a casa. Con un promessa: a Laveno ci torno.
Magari col treno delle Ferrovienord (da Saronno a Laveno in poco più di un’ora).
Alcuni riferimenti:
lunedì, maggio 06, 2013
Week end in Valsassina
Questo week end si va alla scoperta di un posto vicino a
casa ma fino ad ora mai frequentato, ossia Cremeno e la Valsassina. In poco più
di un’ora arriviamo: siamo a Cremeno, in Valsassina, vicino a Barzio dove si
trova la funivia per i piani di Bobbio, nota località sciistica del lecchese.
Sempre da qui è molto vicina anche la funivia dei piani i di Artavaggio, che fa
parte dello stesso comprensorio. Per arrivare da Milano si prende la
superstrada per Lecco e si seguono le indicazioni per la Valsassina, passando
nella lunghissima galleria, proseguendo dopo Ballabio per Cremeno.
Il meteo non è dei migliori: non fa freddo e non piove ma il
vento è fastidioso e le nuvole coprono il “Grignone” (Grigna settentrionale),
la montagna che domina questa zona col suo profilo maestoso (link http://it.wikipedia.org/wiki/Grigna_settentrionale).
Arrivando sabato verso ora di pranzo il primo problema è
trovare un posto dove mangiare: guardando su tripadvisor ci lasciamo tentare
dalla antica osteria di Barzio (a dir la verità è una frazione di Barzio):
ottima accoglienza, gentilezza, piatti curati (pizzoccheri favolosi, salumi
discreti, salsiccia con polenta buona), porzioni non abbondantissime ma giuste
vista la pesantezza dei piatti, prezzi in linea con le aspettative.
Appena finito di mangiare inizia a piovere, così andiamo in
albergo a riposare (la bimba deve dormire al pomeriggio). L’hotel è a Cremeno e
si chiama Al Clubino (link http://www.alclubino.it/).
Riguardo l’hotel, seguirà la recensione su tripadvisor. In sintesi posso dire
che mi aspettavo di più: avevamo un coupon ed il trattamento è stato quello
previsto; gentilezza da parte dei gestori assicurata; hotel vecchiotto ma lo
sapevamo; ci aspettavamo un trattamento diverso degli “extra” : direi che
spendere 19 euro per 2 caffè, 2 bottiglie di acqua e una mezza porzione di
pasta (fatta in casa) al pomodoro è troppo. Si può dire che l’hotel giusto per
chi non ha pretese esagerate e lo usa come punto di appoggio per andare a
sciare.
Dopo il riposino la giornata sembra migliorare ma sono già
le 17 passate, così dopo una merenda in una caffetteria pasticceria del centro
portiamo la bimba al parchetto a giocare (ottimi parchetti per bimbi, con
giochi ed altalene). Alla sera cena in hotel e a nanna.
La domenica una bellissima sorpresa: cielo limpido, alla
faccia delle previsioni meteo nefaste. Il Grignone è senza il cappello di
nuvole e ci interroghiamo su cosa fare. Decidiamo di salire ai Piani dei
Resinelli (link http://it.wikipedia.org/wiki/Piani_dei_Resinelli)
per rilassarci, goderci la vista della “Grignetta” (Grigna meridionale, link http://it.wikipedia.org/wiki/Grignetta)
e pranzare al rifugio Soldanella (link http://www.rifugiosoldanella.it/). Note
positive: al rifugio si mangia bene (menzione per i missoltini con polenta), è
il punto di partenza per escursioni e dispone di giochi per bimbi, sia dentro
(una classica cucinetta ikea), sia fuori. Ci si arriva dai Piani dei Resinelli,
salendo a piedi per circa 300 metri (ripida salita) oppure si può raggiungere
sempre dai piani dei Resinelli anche con l’auto per la stessa strada, anche se
i posti per il parcheggio sono limitati (ma numerosi, comunque ai Piani dei
Resinelli i posti auto non mancano). Segnalo anche che la strada da Ballabio ai
Piani dei Resinelli è tortuosa e presenta ben 14 tornanti (dieci e lode ai
tanti ciclisti che ho visto salire).
Dopo pranzo il cielo si è incupito e nuvoloni neri
sono apparsi: nessun problema, era ora di tornare a casa lunedì, aprile 29, 2013
Ponte a Zurigo
La
meta di questo ponte (piovoso) primaverile è Zurigo, a trovare Chris e Sara,
trasferiti per lavoro in terra elvetica da un paio d’anni. Il tragitto è quello
segnato dal seguente link: autostrada fino a Como, dogana, poi prosecuzione per
tutto il Canton Ticino fino ad Airolo dove si prende il tunnel del Gottardo; da
qui si prosegue lungo l’autostrada 2 (E35) fino ad Altdorf dove si passa alla
4, costeggiando per un tratto stradale e non autostradale il lago dei 4 cantoni
(alla fine del tratto stradale, a Brunnen, causa lavori all’immissione in
autostrada siamo strati costretti ad una deviazione in città); proseguendo
sulla 4 si costeggia il lago di Zug e si
arriva a Zurigo.
I nostri amici abitano in centro (zona pedonale) per cui
decidiamo di lasciare l’auto in un parcheggio coperto in Ramistrasse (parkhaus
home promenade, link http://www.parkhaus-hohepromenade.ch/,
tariffe intorno ai 40 chf al giorno).
Il week end piovoso non ci permette muoverci in libertà, visto che Matilde è ancora piccola e non ha molta autonomia, oltre al fatto che ha appena superato una fastidiosa bronchite e una ricaduta non sarebbe gradita.
La sera del venerdì la trascorriamo passeggiando verso il luogo scelto per la cena, un tapas bar molto chic (link http://www.uraniatapasbar.ch/).
Il sabato mattina facciamo colazione in casa con ottimi cornetti burrosi e andiamo a passeggiare in centro, visto che è il momento della spesa per Chris e Sara. Mi colpisce il fatto che la macchina non la usa nessuno perché i mezzi pubblici ti portano ovunque. La meta è una super Coop in pieno centro: 5 piani dove trovare di tutto. Rientriamo con i sacchetti pieni e pranziamo a casa, passando le per vie pedonali del centro, sotto una pioggerellina fine ma continua.
Dopo il riposino della bimba usciamo per andare in un negozio di giocattoli a prenderle un regalino (tipico giochino in legno) e ci incamminiamo fino alla stazione di Zurigo per fermarci a bere una “serie” di birrette in un locale proprio all’interno della stazione (tipico di questo posto è un “set” di assaggi di 7 birre diverse tra loro da 100 cc l’una, al prezzo di 9,8 chf). Terminata la bevuta rientriamo e ceniamo in casa: Matilde crolla addormentata dopo cena.
La domenica si riparte: dopo colazione raccogliamo le varie cose e alle 10.30 ripartiamo, mentre il sole inizia ad uscire piano piano dalle nuvole.
Tutto sommato il viaggio in auto dura circa 4 ore, tenendo conto dei limiti di velocità (tra gli 80 e i 100) e del tunnel del Gottardo che con la logica di ingresso “col contagocce” porta inevitabili ritardi e code (il limite nel tunnel è 80 all’ora per 17 km di tunnel).
Di seguito qualche foto:

Il week end piovoso non ci permette muoverci in libertà, visto che Matilde è ancora piccola e non ha molta autonomia, oltre al fatto che ha appena superato una fastidiosa bronchite e una ricaduta non sarebbe gradita.
La sera del venerdì la trascorriamo passeggiando verso il luogo scelto per la cena, un tapas bar molto chic (link http://www.uraniatapasbar.ch/).
Il sabato mattina facciamo colazione in casa con ottimi cornetti burrosi e andiamo a passeggiare in centro, visto che è il momento della spesa per Chris e Sara. Mi colpisce il fatto che la macchina non la usa nessuno perché i mezzi pubblici ti portano ovunque. La meta è una super Coop in pieno centro: 5 piani dove trovare di tutto. Rientriamo con i sacchetti pieni e pranziamo a casa, passando le per vie pedonali del centro, sotto una pioggerellina fine ma continua.
Dopo il riposino della bimba usciamo per andare in un negozio di giocattoli a prenderle un regalino (tipico giochino in legno) e ci incamminiamo fino alla stazione di Zurigo per fermarci a bere una “serie” di birrette in un locale proprio all’interno della stazione (tipico di questo posto è un “set” di assaggi di 7 birre diverse tra loro da 100 cc l’una, al prezzo di 9,8 chf). Terminata la bevuta rientriamo e ceniamo in casa: Matilde crolla addormentata dopo cena.
La domenica si riparte: dopo colazione raccogliamo le varie cose e alle 10.30 ripartiamo, mentre il sole inizia ad uscire piano piano dalle nuvole.
Tutto sommato il viaggio in auto dura circa 4 ore, tenendo conto dei limiti di velocità (tra gli 80 e i 100) e del tunnel del Gottardo che con la logica di ingresso “col contagocce” porta inevitabili ritardi e code (il limite nel tunnel è 80 all’ora per 17 km di tunnel).
Di seguito qualche foto:

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